
Fatevi infettare da Radio Bombay
La web radio nata nel 2009 dall’idea di uno studente di Scienze della Comunicazione
Perugia – Con “Radio Bombay” diamo inizio alla nostra incursione nella scena musicale “indipendente” di Perugia e dintorni. Perché ci siamo stancati di sentire parlare di questa città come l’Eden dello spaccio o la città che ha ucciso Meredith. Perugia è stato anche questo, purtroppo, ma Perugia è soprattutto una città piena di gente che ha voglia di suonare e ascoltare buona musica, è una città “rock”, nonostante tutto.
Abbiamo conosciuto Radio Bombay un anno fa. La radio stava per compiere i suoi primi due anni di vita e in quell’occasione, Gianluca “Lukaos” Rovito, il fondatore, aveva deciso di dare una festa per celebrare l’evento. Ci siamo andati, per curiosità. Era in una casa universitaria nel centro storico di Perugia ma questo lo abbiamo capito dopo, quando in quella casa ci siamo tornati. Quella sera era un’altra cosa che non si può definire bene, la folla partiva dalle scale del palazzo come quando fai la fila per entrare in un locale. Quando a fatica abbiamo guadagnato l’ingresso dell’appartamento, abbiamo visto uno degli speaker della radio che, per attraversare il corridoio di casa, pieno come il rimpianto espresso notturno per Bologna, si è lanciato sulla folla come una rock star, facendosi trasportare dalle mani degli ospiti in una specie di “crowd surfing” casalingo. Una via di mezzo tra “Animal House” e “I love Radio Rock”. Più tardi, Gianluca ci ha spiegato che non avevano previsto tutta quella gente, semplicemente avevano fatto un invito per radio, la avevano buttata lì così ed ecco cosa era successo. E’ per questo che abbiamo deciso che un’inchiesta sulla scena musicale a Perugia doveva partire da loro. Quattrocento visitatori al giorno sul sito (www.radiobombay.it), centocinquanta che ascoltano la radio in streaming. Queste sono le cifre di Radio Bombay, una web radio nata nel 2009 da un’idea di Gianluca Rovito, studente universitario di Scienze della Comunicazione. Lo abbiamo incontrato. Gli abbiamo chiesto cos’è una web radio, cosa lo ha spinto a fondarne una e poi abbiamo parlato di musica, dei locali in cui ascoltare qualche band dal vivo, lo abbiamo fatto davanti ad una tazza di caffè, mentre sulle scalette del Duomo qualcuno già si godeva la primavera.

Come nasce radio Bombay?
Radio Bombay nasce il 27 febbraio 2009 a Vibo Valentia, città dove sono nato e cresciuto. In quel periodo frequentavo l’università a Reggio Calabria e ho pensato che era il momento di realizzare un’idea che avevo in mente da molti anni, quella di fondare una radio. E’ stata un scelta quasi obbligata, se ci penso, devi sapere che mio padre negli anni settanta aveva alcune frequenze radio per trasmettere e così diede vita ad alcune radio libere. Poi la cosa è finita negli anni ma è come se quell’idea fosse rimasta in famiglia, in un certo senso.
Come mai questo nome?
E’ un tributo alla canzone “Bye Bye Bombay” degli Afterhours, che consideriamo il gruppo punto di riferimento per la musica indipendente italiana. Sul nome poi c’è un piccolo aneddoto, quando abbiamo intervistato Battiato, lui ci ha fatto i complimenti per il nome alludendo al fatto che ci fossimo ispirati all’India e alla sua filosofia, naturalmente, per rispetto non ci siamo sentiti di contraddirlo.
E il vostro slogan: “Fatevi infettare”?
Sempre dagli Afterhours e da un loro documentario “Non usate precauzioni. Fatevi infettare”. Ci è subito piaciuto.

Nella definizione che date sul sito dite che Radio Bombay è un progetto. Cosa significa?
Significa che abbiamo degli obiettivi. Innanzitutto quello di dare risalto alla musica emergente e indipendente italiana ma non solo, e poi al momento stiamo lavorando alla creazione di un’associazione.
In quanti siete?
A lavorare, tra speaker, giornalisti, redattori e tecnici, siamo circa cinquanta. Un bel risultato se penso che siamo partiti in tre. Per lo più siamo studenti universitari ma non manca gente più grande che collabora con noi. Siamo inoltre dislocati in varie città italiane ed europee, Perugia naturalmente ma anche Roma, Vibo Valentia, Bologna, Milano, Cosenza, Pisa, Barcellona e Santiago de Compostela.
Cosa è una web radio?
E’un nuovo mezzo di comunicazione che sfrutta la rete internet. Ha un grande pregio che è quello che ti permette potenzialmente di farti ascoltare in tutto il mondo ed ha costi di gestione ridotti ma questo porta con sé alcune difficoltà. Innanzitutto la rete è piena di web radio, quindi è difficilissimo farsi un nome, in secondo luogo qui in Italia non c’è ancora la cultura di ascoltare la radio in streaming dal computer.
Cosa è necessario per creare web radio? Come si finanzia?
L’attrezzatura tecnica è molto ridotta. Bastano un mixer, un microfono, un pc e, naturalmente, una connessione internet. Le spese si aggirano intorno ai mille euro l’anno tra Siae e licenza Scf (Consorzio fonografici). Noi in questi anni ci siamo autofinanziati.
Quali sono le vostre trasmissioni più seguite?
Una delle trasmissioni più seguite è “Casa Baldo”, ma molto interessanti sono le trasmissioni “And the winner is”, legata a un gruppo Facebook dove i fan possono postare le loro canzoni preferite, ogni settimana viene effettuata un’estrazione e ai vincitori vengono assegnati premi simbolici, come l’ingresso gratis all’Urban. C’è poi il programma notturno “The future sound of Radio Bombay” o “1 microfono x due” che sono abbastanza seguiti. In futuro vogliamo fare partire un altro programma “Bombay informa” che sarà dedicato, appunto, all’informazione. La cosa interessante della nostra programmazione è che gli speaker nelle diverse città si danno il cambio nel corso della giornata, ad esempio trasmettiamo da Perugia fino a una certa ora poi passiamo la linea a Roma ecc, in modo da avere un ricambio continuo di voci e di opinioni.
Con Radio Bombay avete incontrato molti artisti, qual è l’intervista che vi ha dato più soddisfazione?
Per me che sono un fan dei Litfiba, intervistare Gianni Marroccolo, fondatore della band è stata un’esperienza sinceramente emozionante. Un’altra intervista che mi è piaciuta è stata quella a Cristiano Godano.
Quella più difficile?
Interviste difficili ce ne sono state, ma non tanto per gli artisti che sono molto disponibili, quanto per il rapporto con gli uffici stampa che spesso ci hanno messo in difficoltà.
Parliamo di Perugia. Che giudizio daresti alla scena musicale attuale?
Il giudizio è positivo. C’è movimento. Ci sono molti gruppi buoni. Se devo farti un nome, su tutti direi i “Fast Animals & Slow Kids” che hanno vinto l’Italia Wave nel 2010, ma potrei anche citarti i “Disarmony”, i “Prolet”, i “Lucy Van Pelt”, i “Perfect Trick” o Francesco Federici che fa un tipo di musica sperimentale che mi ha molto colpito. Ce ne sono sicuramente altri che ora non mi vengono in mente ma, ripeto, la scena musicale c’è ed è molto viva.
Ci consigli qualche locale?
Sicuramente l’Urban e non perché sono di parte, infatti Radio Bombay trasmette ogni venerdì sera dall’Urban di Perugia la serata del Friday I’m in Rock, ma per questioni oggettive. Ti parlo degli artisti che ha ospitato o del programma che è vario e di qualità. Ultimamente si sta muovendo molto bene anche il Contrappunto che sta ospitando diverse serate nell’ambito della rassegna “Gli incantevoli”.
La sera dove la passate?
All’Urban, naturalmente. Sia per la musica che per l’ambiente. Lì mi sento a casa.
Ultima domanda. Una band, un cd, una canzone.
Afterhours, “17 re” dei Litfiba che secondo me è il miglior disco italiano e come canzone ti direi “Bye Bye Bombay” degli Afterhours.
A riascoltarvi.
Marco Lovisco
Sito internet: www.radiobombay.it
Per saperne di più, vi consigliamo di vedere: Radio Bombay – Il Film, su youtube
(http://www.youtube.com/watch?v=ubXaq6z9__I&feature=plcp&context=C4fd464aVDvjVQa1PpcFP9ATuIQbTY_5cE3vDRD2QjjP4NvtmZIQE=)