Si tratta di uno dei tanti centri abitati disposti sul versante destro della vasta incisione del Mesima che segue una faglia tettonica di grande instabilità, per cui la sua caratteristica è di essere a presidio di un fertile territorio agricolo ma nello stesso tempo di essere soggetto alle devastazioni provocate dai frequenti e rovinosi terremoti.Il suo nome si vuole che abbia origine da un ipotetico fondatore, del quale peraltro nulla si conosce, oppure derivante da un monastero dal nome simile esistente nella regione del Monte Athos in Grecia; più probabilmente può derivare invece dalle filande di seta che un tempo esistevano numerose nella zona. Era un villaggio del cosiddetto Stato di Mesiano: Ettore Pignatelli lo acquistò nel 1501 da Bernardino lacobello e alla signoria dei Pignatelli duchi di Monteleone fu sottoposto fino all'eversione della feudalità. Il territorio comunale si estende per 18,54 km, il centro abitato si trova sul versante nord orientale del monte Poro. Gravissimi danni vi apportarono i sismi del 1783. Nella chiesa parrocchiale dedicata a Santa Marina si conservano diverse statue processionali fra cui quella lignea della titolare; dipinti settecenteschi del Guerrera si trovano in questa e nell'altra chiesa dell'Addolorata. Filandari Si tratta di uno dei tanti centri abitati disposti sul versante destro della vasta incisione del Mesima che segue una faglia tettonica di grande instabilità, per cui la sua caratteristica è di essere a presidio di un fertile territorio agricolo ma nello stesso tempo di essere soggetto alle devastazioni provocate dai frequenti e rovinosi terremoti. Il suo nome si vuole che abbia origine da un ipotetico fondatore, del quale peraltro nulla si conosce, oppure derivante da un monastero dal nome simile esistente nella regione del Monte Athos in Grecia; più probabilmente può derivare invece dalle filande di seta che un tempo esistevano numerose nella zona. Era un villaggio del cosiddetto Stato di Mesiano: Ettore Pignatelli lo acquistò nel 1501 da Bernardino lacobello e alla signoria dei Pignatelli duchi di Monteleone fu sottoposto fino all'eversione della feudalità. Il territorio comunale si estende per 18,54 km, il centro abitato si trova sul versante nord orientale del monte Poro. Gravissimi danni vi apportarono i sismi del 1783. Nella chiesa parrocchiale dedicata a Santa Marina si conservano diverse statue processionali fra cui quella lignea della titolare; dipinti settecenteschi del Guerrera si trovano in questa e nell'altra chiesa dell'Addolorata. Filandari Si tratta di uno dei tanti centri abitati disposti sul versante destro della vasta incisione del Mesima che segue una faglia tettonica di grande instabilità, per cui la sua caratteristica è di essere a presidio di un fertile territorio agricolo ma nello stesso tempo di essere soggetto alle devastazioni provocate dai frequenti e rovinosi terremoti. Il suo nome si vuole che abbia origine da un ipotetico fondatore, del quale peraltro nulla si conosce, oppure derivante da un monastero dal nome simile esistente nella regione del Monte Athos in Grecia; più probabilmente può derivare invece dalle filande di seta che un tempo esistevano numerose nella zona. Era un villaggio del cosiddetto Stato di Mesiano: Ettore Pignatelli lo acquistò nel 1501 da Bernardino lacobello e alla signoria dei Pignatelli duchi di Monteleone fu sottoposto fino all'eversione della feudalità. Il territorio comunale si estende per 18,54 km, il centro abitato si trova sul versante nord orientale del monte Poro. Gravissimi danni vi apportarono i sismi del 1783. Nella chiesa parrocchiale dedicata a Santa Marina si conservano diverse statue processionali fra cui quella lignea della titolare; dipinti settecenteschi del Guerrera si trovano in questa e nell'altra chiesa dell'Addolorata. Filandari Si tratta di uno dei tanti centri abitati disposti sul versante destro della vasta incisione del Mesima che segue una faglia tettonica di grande instabilità, per cui la sua caratteristica è di essere a presidio di un fertile territorio agricolo ma nello stesso tempo di essere soggetto alle devastazioni provocate dai frequenti e rovinosi terremoti. Il suo nome si vuole che abbia origine da un ipotetico fondatore, del quale peraltro nulla si conosce, oppure derivante da un monastero dal nome simile esistente nella regione del Monte Athos in Grecia; più probabilmente può derivare invece dalle filande di seta che un tempo esistevano numerose nella zona. Era un villaggio del cosiddetto Stato di Mesiano: Ettore Pignatelli lo acquistò nel 1501 da Bernardino lacobello e alla signoria dei Pignatelli duchi di Monteleone fu sottoposto fino all'eversione della feudalità. Il territorio comunale si estende per 18,54 km, il centro abitato si trova sul versante nord orientale del monte Poro. Gravissimi danni vi apportarono i sismi del 1783. Nella chiesa parrocchiale dedicata a Santa Marina si conservano diverse statue processionali fra cui quella lignea della titolare; dipinti settecenteschi del Guerrera si trovano in questa e nell'altra chiesa dell'Addolorata.