Giuseppe Maccarrone

 

Giuseppe Maccarrone è nato ad Arzona nel 1954. Appassionato di Storia Antica e Moderna, spinto da un grande amore per il suo paese e per alcuni personaggi legati ad esso, ha voluto con la sua prima pubblicazione rendere omaggio alle sue origini.

Non è facile trovare nei piccoli paesi della Calabria gente così appassionata alla propria terra da compiere ricerche approfondite anche con sacrifici e dispendio di tempo e di energie. Eppure Giuseppe Maccarrone, figlio di Arzona, pur dedito ad attività commerciale che lo tiene impegnato per buona parte della giornata, ha voluto rendere omaggio alle sue origini, immettendosi nelle pieghe del passato arzonese, scrutandone con occhi da ricercatore appassionato gli aspetti fondamentali e degni di essere studiati e approfonditi, se lo si terrà opportuno, da parte di qualcuno che vorrà seguire le orme del suo predecessore. 

Di notevole valore sono le notizie fornite dall'autore sui più illustri personaggi di L'Arzona, alcuni dei quali, come Giulio Iazzolino, noto per il suo spirito umanitario e le capacità mediche e letterarie, hanno varcato i confini della loro terra, dimostrando che lo spirito dell'uomo è universale, trascendente le umane miserie,proiettato verso un senso comune che costituisce il lievito per la formazione di opere indelebili atte a sollevare la società dalla mediocrità e dal lassismo improduttivo.

Ho trovato in Giuseppe Maccarrone un autentico combattente nel modo di vivere e di porgersi agli altri, animato da propositi encomiabili di far sopravvivere le vestigia di un paese dell'entroterra vibonese, il suo Paese, quello che senza il suo intervento, sarebbe rimasto spoglio di significati importanti, adagiato nella dimenticanza e ridotto a una semplice entità amministrativa e geografica.

Di buon grado mi sono accinto a coadiuvarlo e, credetemi, mi sono trovato spinto in un'azione di coordinamento pratico con accanto il promotore di questa iniziativa, a cui deve andare il plauso di tutti coloro che nelle vicende della vita trovano il tempo e la voglia di smettere gli abiti dimessi per indossare quelli curiali, come affermava il Macchiavelli, e mettersi a contatto con chi della cultura ha fatto una delle ragioni della propria esistenza.

(Prefazione di Antonio Lo Gatto)

 

 

 GAZZETTA DEL SUD 14 AGOSTO 2013

 

 

 

 

IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA  23 LUGLIO 2013

  

  

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