LA GROTTA DI SANTA MARINA

Sul declivio verdeggiante della valle in prossimità del "ponte u spirdu" fra il calcare subappenninico, si scorge una bella grotta naturale, ampia nell'entrata e che, poco dopo, salendo si restringe a modo d'imbuto con l'uscita fra i campi dopo circa 200 metri luogo volgarmente denominato <<u zarrattu»; il dislivello tra   l'entrata e I'uscita raggiunge quasi 50 metri.
Dalle pareti gocciola l'acqua ed in alcuni punti si notano stalattiti in via di formazione alle quali anticamente il popolo dava il nome di acqua gelata. Le gocce d'acqua filtrate dalle pareti, fino a pochi anni addietro, erano religiosamerìte raccolte in bottiglie e portate in giro per soddisfare le numerose richieste dei pazienti per lo più donne. Nella credcnza popolare le virtù terapeutiche di quest'acqua erano dovute all'intercessione di santa Marina. Nelle frequenti mastiti le donne adoperavano quest'acqua miracolosa, così pure nelle lombaggini e nei sintomi svariati e) spesso strani, della gestazione; ma l'effìcacia grande di quest'acqua, a quanto si racconta, stava nel favorire la secrezione del latte nelle puerpere e nel richiamare la secrezione diminuita o sospesa nel seno delle balie. Gli uomini poi facevano uso di quest'acqua per le coliche nefritiche, per le renelle e per certe sofferenze dovute alla gotta. In definitiva, la grotta veniva considerata come una insigne farmacia dove convenivano da ogni parte del circondario, molte persone.  I pellegrinaggi votivi a ringraziamento dei benefici ricevuti, arivavano nella giornata della vigilia e della festa della Santa.
Questa credenza popolare è ancora viva nelle persone anziane di Filandari e per quel che ne scrisse F.Pignatari nella rivista La Calabria del 1894 c'è da essere certi che si tratti di una credenza molto antica.A tal proposito è d'obbligo evidenziare che in prossimità del cenobio di Canubin, ove morì santa Marina, esiste una grotta adattata a cappella dai monaci Maroniti ove veniva celebrata ogni giorno la santa messa mentre oggi si celebra solamente il 17 luglio. Ebbene, anche da questa grotta sgorga un'acqua molto fresca, ove accorrevano, con tanta devozione,Ie giovani donne cui mancava il latte per allattare i propri bambini nella fiducia di ottenerlo per intercessione di Santa Marina.
Tale circostanza è documentata e descritta da uno studioso viaggiatore, De la Roque, nella sua opera dal titolo: Voyage d.e Syrie et d.w Mont Libnn, Paris 1722, vol. I, p. 50 ss.
Questa concomitanza di credenza popolare nella miracolosità dell'acqua che sgorga dalle due anzidette grotte non è casuale, ma molto probabilmente è dovuta all'afflusso monastico dall'Oriente in Calabria e, quindi, a Filandari di cui si è detto in precedenza.

 

 GALLERIA FOTOGRAFICA DELLA GROTTA