Salvatore Runco

Sono nato ad Arzona di Filandari nel 1964  da Maria Antonia Cannizzaro e da Antonio Angelo, due persone umili, ma, laboriose e oneste, conobbi presto le difficoltà di natura economiche e sociali. Spronato e aiutato dalle sorelle e dai fratelli più grandi, mi avviai ancora bambino, lungo il sentiero della vita, lottando, come altri, per guadagnare e difendere “un pezzo di pane salato”. Mi piace sottolineare subito che, nonostante le precarie condizioni familiari, i miei genitori seppero educarci bene e non ci fecero mancare nemmeno una discreta istruzione. Frequentai con gioia e con apprezzabili risultati, prima l’asilo infantile e poi, la scuola elementare, che allora terminava con il famoso esame di stato. Purtroppo, fu proprio a scuola che notai e subii alcune delle tante disuguaglianze e discriminazioni, tipiche dell’ambiente, nel quale vivevo. Dopo le scuole medie, acquisii la qualifica di elettricista, le cui gratificazioni e conoscenze teoriche e tecnico-operative mi consentono ancora oggi di affrontare e risolvere con successo e soddisfazione personale emergenze ed esigenze di carattere soggettivo e familiare. Ottenuto anche il riconoscimento di MONTATORE RIPARATORE RADIO E TV, credevo che avrei svolto a lungo quell’attività lavorativa, che mi consentiva di conoscere anche persone importanti e di vivere dignitosamente. In realtà, però, non fu così, perché, per ragioni diverse, dovetti cominciare a svolgere un lavoro nel settore edilizio. Per me, non fu una sorpresa, né mi sentii meno importante e gratificato, dal momento che anche mio padre era muratore. Del resto, a me non mancavano né l’impegno e il desiderio di emergere, né la prestanza fisica, se ancora oggi sono alto un metro e 94 centimetri. Andai avanti, così, per molti anni, concentrando nel lavoro tutte le mie energie psicofisiche.  Non mancarono, perciò, apprezzamenti e gratificazioni personali, che, se non riempivano le tasche, mi colmavano il cuore di gioia e di legittimo orgoglio. Ancora oggi, infatti, amici e vecchi compagni di lavoro, quando mi incontrano, non perdono l’occasione, per parlare della ,mia disponibilità ad aiutare gli altri e  della capacità, con cui sapevo affrontare e superare anche le situazioni più difficili. Nemmeno quella, però, era la strada, che avrei dovuto seguire, perché un fatto nuovo e traumatizzante mi costrinse ad un più radicale cambiamento, non privo di incertezze e di paure. Gradualmente e in pochi anni, persi la vista, diventando cieco assoluto e sprofondando nel buio sul piano sensoriale, psicologico e morale. Dovetti, di conseguenza, rinunciare a quasi tutte quelle attività, che prima svolgevo con entusiasmo e grande abilità, rischiando di compromettere anche la vita relazionale. Superato, non senza difficoltà, il comprensibile senso di smarrimento e di angoscia, che mi paralizzava, riuscii a trovare la forza e le motivazioni necessarie e decisi di percorrere un altro sentiero con la segreta fiducia di recuperare l’antico coraggio e di pervenire a risultati concreti. Partendo dalla nuova situazione personale, che piano piano imparavo ad accettare, intrapresi studi, diversi dai precedenti, ma, finalizzati ad un obiettivo preciso. Mi iscrissi, infatti, ad un corso di formazione per centralinisti telefonici, che si teneva a Catanzaro, conseguendo il diploma con il massimo dei voti. Brillantemente ottenni anche l’abilitazione COME LIBERO PROFESSIONISTA PER LA MANSIONE DI CENTRALINISTA TELEFONICO). Dopo qualche anno e in seguito a numerose domande di assunzione, riuscii a trovare lavoro, come operatore telefonico nella pubblica istruzione, aprendosi davanti a me nuove e insospettate prospettive di vita familiare e sociale. Non poche gratificazioni mi arrivarono anche dalla qualità dei rapporti con i docenti e i colleghi del corso. Così, mentre trovavo gradualmente la giusta serenità, per svolgere al meglio il nuovo lavoro, cominciavo a individuare più concrete prospettive di vita e più ampi e gratificanti orizzonti socioculturali. Una significativa spinta, verso la cosiddetta “normalizzazione” mi venne anche dalla conoscenza e dalla frequentazione di alcuni soci della locale U. I. C. Anche per questo, ancora oggi, dedico gran parte del mio tempo libero ad aiutare, soprattutto, sul piano informatico chi  avverte il bisogno di emanciparsi e desidera avere un amico, come compagno di avventura. Da quando faccio parte dell’Amministrazione, alle cui dipendenze lavoro, ho ricevuto numerosi riconoscimenti e non solo cartacei (DIPLOMI E ATTESTATI), ma, soprattutto, plausi per la serietà sul lavoro e per la qualità dei rapporti interpersonali con colleghi e dirigenti. Negli ultimi anni, mi dedico alla ricerca di dati storici nelle biblioteche, al comune e qualche volta  anche all’Archivio Diocesano di Mileto, per trovare testi ,utili alla ricostruzione di alberi genealogici, come quelli già fatti per la mia famiglia, che al momento iniziano dal 18° secolo  (Runco, Cannizzaro, Lascala,  Ascoli) e per quella della famiglia di mia moglie Francesca (Lascala, Maccarrone, Deodato, e Mauro) con moltissimi affini. Da qualche anno, a queste mie ricerche ho aggiunto anche foto e filmati, per tramandare ai posteri documenti scritti e immagini del passato e del presente. Utilizzando tutto questo materiale, ho già pubblicato due volumi: uno nel 2012 e l’altro nel 2013. Il primo, intitolato VERITà PENSIERI E PAROLE, è stato INTERAMENTE SCRITTO DA ME; il secondo, invece, frutto della fattiva collaborazione con uno dei miei fratelli, ha il titolo seguente - ARZONA NELLA STORIA TRA DOCUMENTI E TRADIZIONI A CURA DI ANDREA E SALVATORE RUNCO. Nel cassetto, inoltre, vi sono altri piccoli lavori già realizzati e mai pubblicati. in futuro chi lo sa!

 

 

                     


 

PUOI  SCARICARE IL LIBRO " VERITA' PENSIERI E PAROLE"

CLICCANDO QUI

 

PUOI SCARICARE IL LIBRO "ARZONA NELLA STORIA"

CLICCANDO QUI