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Francesco Fransoni - Ambasciatore d'Italia

 

 

 

Francesco Fransoni  -  Ambasciatore d'Italia  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Iniziando questo itinerario, uno dei personaggi più illustri fu certamente FRANCESCO FRANSONI, ambasciatore d’Italia.

Nacque a Filandari il 10 gennaio del 1886, figlio di Raffaele che per diversi anni fu sindaco e di donna Annetta Sarlo originaria di Francica. Accanto al nome Francesco, familiarmente detto Ciccio, i genitori vollero dare anche i nomi di Antonio, Carlo e Saverio.

 

           

            

 

 

Completati gli studi liceali, frequentò il prestigioso istituto di Scienze Politiche “Vittorio Alfieri” di Firenze dove conseguì la laurea in data 17 marzo 1910. Nel 1911 si arruolò nell’esercito come volontario, per un anno, partecipando alla campagna di Libia e conseguendo il merito della medaglia d’argento al valore militare. 

 

INIZIO CARRIERA CONSOLARE

 

L’ingresso in carriera al Ministero degli Affari Esteri di Francesco Fransoni avvenne in seguito al superamento del concorso per la carriera consolare tenutosi a Roma nel 1913; il 6 aprile dello stesso anno, dopo il giuramento di essere fedele al Re e alle leggi dello Stato e di esercitare le sue funzioni “col solo scopo del bene inseparabile del Re e della Patria”, fu nominato Addetto consolare al Ministero.

La sua prima destinazione estera, dal 20 aprile 1914 con le funzioni di vice Console, è stata Tunisi; il 30 giugno del 1916 fu destinato al Consolato di New York dove ebbe modo di incontrare alcuni filandaresi emigrati per ragione di lavoro; a tal proposito, ancora oggi, i parenti di questi emigrati raccontano dall’aiuto e dell’interessamento ricevuto dai loro  cari da parte del concittadino dr. Fransoni.

 

 

  Cartolina illustrata di New York spedita dal Console al fratello Domenico

 

 

Il 31 maggio del 1917 fu nominato Cavaliere della Corona d’Italia mentre dal 12 febbraio del 1919 a dicembre dello stesso anno svolse le sue funzioni di vice Console al Ministero.

 

 

   

 

 

 

Croce dell'Ordine della Corona d'Italia

 

 

 INCONTRO DELL’ANIMA GEMELLA

 

Marina MatchabelliCon decreto ministeriale del 31 dicembre del 1919 il destino lo portò, nella qualità di reggente del Consolato, a Tiflis oggi Tiblisi, capitale dell’allora Federazione Transcaucasica, stato che ebbe breve esistenza e che comprendeva gli stati moderni dell’Armenia, Azerbaigian e Georgia. Qui, tra l’alta aristocrazia, conobbe la donna della sua vita: la bellissima principessa Marina discendente della nobile famiglia georgiana Matchabelli.

Il Console e la Principessa convolarono a nozze nel 1920 e dal loro matrimonio nacquero due figli: Raffaele Domenico Vittorio e Michele. Ancora oggi a Gori, città che dista 40 Km. circa da Tiblisi, esiste il museo dei principi Matchabelli.

 

 

 

 

 

 

Nel 1921 il dr. Fransoni venne nominato Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

 

 

 

 

INIZIO CARRIERA DIPLOMATICA

 

Ambasciatore  Francesco FransoniA giugno del 1923 il Console rientrò al Ministero, venne promosso segretario di Legazione con destinazione, dal 21 settembre 1926, a Rio de Janeiro, dal 21 aprile 1929 a La Paz e dal 9 gennaio del 1930 a Buenos Aires con la qualifica di Consigliere.

 

Anche nella capitale argentina, meta di emigrati filandaresi, il dr. Fransoni dimostrò la sua disponibilità nei confronti di coloro che a lui si rivolsero. 

Nel 1926 venne nominato Ufficiale della Corona d’Italia e nel 1930 Commendatore. Dal 19 novembre del 1932 espletò le sue funzioni a Parigi fino a ottobre del 1935.

Principessa Marina MatchabelliNella capitale francese la principessa Marina primeggiava per bellezza, grazia ed eleganza e i titolari delle più famose sartorie parigine, pregandola, facevano a gara perché indossasse i loro vestiti nelle cerimonie ufficiali e di gala.

 

 

 

Foto del dr. Fransoni diplomatico a Buenos Aires

 

 

 

 

                                                                                                
 
 
  Foto della principessa Marina Matchabelli


 

Dal 30 ottobre del 1935 il dr. Francesco fu inviato, quale Ministro plenipotenziario, a Kaunas che allora era la capitale della Lituania; successivamente, dopo essere stato insignito dell’onorificienza di Grande Ufficiale della Corona d’Italia, svolse la sua attività a Praga fino ad aprile del 1938, data in cui fu richiamato al Ministero; a settembre del 1939 fu destinato a Stoccolma e successivamente, il 26 maggio 1941, a Lisbona da dove, nel mese di aprile del 1943, rientrò al Ministero quale direttore generale degli Affari Transoceanici.

Il dr. Fransoni, secondo alcuni documenti americani e inglesi, nel 1942 ricevette direttamente dal Re Vittorio Emanuele III° l’incarico di avvicinare l’Ambasciata inglese per conoscere le intenzioni degli Alleati qualora l’Italia si fosse ritirata dalla guerra; purtroppo, in quell’occasione, i tentativi segreti non andarono a buon fine.

Con decreto del 9 novembre del 1945 fu nominato Ambasciatore d’Italia in Cina e dal 6 marzo del 1946 a Bruxelles.

L’essere stato un diplomatico di primo piano, estremamente riservato, intelligente, ponderato, ottimo lavoratore e trovatosi ad attraversare periodi controversi e difficili della storia d’Italia (fascismo, guerra, armistizio, le due Italie e l’antifascismo) gli procurò un riconoscimento particolare dall’allora ministro degli Esteri Pietro Nenni nel governo De Gasperi; infatti, l’ambasciatore Fransoni fu nominato Segretario Generale, ruolo che svolse dal 25 novembre del 1946 al 31 maggio del 1948, coadiuvato da quattro giovani assistenti: Girolamo Messeri, Luca Dainelli, Donato De Roge e Arrigo Volpe.

Questo delicatissimo incarico comportava, tra l’altro, le funzioni di coordinamento della politica estera e la disciplina degli uffici del Ministero; durante questo periodo ebbe anche l’incarico di membro della Commissione Avanzamento per la carriera Diplomatica e Consolare.

Nel successivo governo De Gasperi a Nenni subentrò Carlo Sforza quale ministro degli Esteri; dopo poco tempo dall’insediamento del nuovo Ministro e precisamente in data 19 maggio 1948 l’ambasciatore Fransoni rassegnò, per iscritto, le proprie dimissioni dalla carica di segretario generale e dal servizio. Tale gesto generò molti punti interrogativi nell’ambiente parlamentare tanto che alla Camera dei Deputati, nella seduta del 15 novembre del 1948, la vicenda fu oggetto d’interrogazione al Governo da parte dell’onorevole Alliata di Montereale “per conoscere quali siano i motivi delle dimissioni dell’ambasciatore Fransoni dalla carica di segretario generale al Ministero degli Esteri e dalla carriera diplomatica”. 

 

Il Governo, tramite il sottosegretario di Stato per gli affari esteri On.le Brusasca, così riferì: L’ambasciatore Francesco Fransoni, segretario generale del Ministero degli Esteri dal 23 novembre 1946, in data 14 maggio 1948 rassegnava per iscritto le proprie dimissioni dalla carica di segretario generale e dal servizio.  Malgrado le vive insistenze rivoltegli personalmente dal Ministro affinchè recedesse da tale decisione, egli insisteva nel richiedere che venisse dato corso alla sua richiesta.  Il Ministro Sforza si trovava pertanto nella necessità di portare la questione al Consiglio dei Ministri, che è l’organo competente in materia; ed ho l’onore di leggere la lettera che in data 31 maggio egli indirizzava all’ambasciatore Fransoni. 

“Caro ambasciatore, secondo il desiderio da Lei significatomi a tre riprese per iscritto ed a voce, il Consiglio dei Ministri ha preso atto delle sue dimissioni dalla carica di segretario generale. Malgrado che altrettante volte Ella mi abbia chiesto di essere collocato a riposo, ritengo mio dovere, in vista dei lunghi leali meritori servizi da Lei sempre prestati, di pregarLa di non insistere in tale domanda. Sarei lieto, anche personalmente, se Ella rimarrà disponibile per il servizio dello Stato nell’alto grado che occupa”. 

                                                                                                          

 Continuò l’on.le Brusasca: l’ambasciatore Fransoni è stato per molti anni leale e scrupoloso servitore dello Stato. Egli non ritenne di esprimere i motivi per cuoi rassegnava le dimissioni, né per iscritto nella lettera di dimissioni del 19 maggio cui sopra accennato, né pubblicamente di fronte alle interpretazioni a suo tempo fatte da alcuni organi di stampa.Non ritengo che sia qui mio compito, a diversi mesi di distanza, di forzare pubblicamente il suo riserbo, tanto più che si tratta di una questione già conclusa ed avente carattere strettamente amministrativo.

A tale risposta l’on.le Alliata si dichiarò insoddisfatto spiegandone i motivi e alla fine aggiunse: “ … io chiedo formalmente al Governo De Gasperi che riesamini seriamente la sua politica estera, all’onorevole Sottosegretario che riveda attentamente certe situazioni interne al Ministero degli Esteri, al Ministro Sforza che dia piena soddisfazione, più che all’ambasciatore Fransoni, all’opinione pubblica attonita, pregando l’ambasciatore stesso di voler accettare di rappresentare ancora l’Italia all’estero con l’abilità, il tatto e la squisita signorilità che lo hanno sempre contraddistinto nella sua opera".

                                                                                                      

 Com’è noto, il dr. Fransoni ritenne di non ritirare le sue dimissioni per cui il 28 giugno del 1949 fu collocato a riposo. A coronamento della sua prestigiosa carriera e grazie alla sua obiettività, nel 1961 fu nominato membro del Consiglio del Contenzioso diplomatico.

 

 

Filandari - Casaccia FransoniNonostante l’intensa e lunga attività diplomatica, il dr. Fransoni non perse mai l’occasione di tornare per brevi periodi a Filandari presso la sua casa paterna oggi denominata “Casaccia Fransoni”; c’è qualcuno che ricorda il primo arrivo in macchina del “Console” con la Principessa Marina a Filandari intorno agli anni trenta e si racconta che l’entusiasmo e l’orgoglio spinsero gli abitanti di Filandari ad andare all’incontro, all’inizio del paese, in segno di stima e amicizia. Si  racconta, inoltre, che in questa circostanza, durante lo scambio dei saluti, la principessa, nell’ammirare con stupore le piante d’ulivo, definì queste piante alberi dai campanellini d’oro.

 

Filandari - Casaccia Fransoni

 

 

 

L’Ambasciatore Francesco Fransoni si spense a Roma il 23 settembre del 1974.In segno di riconoscenza per gli alti meriti acquisiti e per onorare la sua memoria, il Consiglio comunale di Filandari, in data 2 settembre 1977, all’unanimità, decise di intitolare una piazza al Diplomatico filandarese denominata Piazza Francesco Fransoni – Ambasciatore d’Italia.

 

 

  Filandari - Piazza Francesco Fransoni - Ambasciatore d'Italia

 

                  

Alla fine di questa ricerca ringrazio vivamente, anche a nome dell’Associazione “Filandari Net”, il dr. Francesco Fransoni, attualmente ambasciatore ad Amman il quale accolse con molto piacere tale iniziativa;  fornendomi la lista con le tappe della carriera del proprio nonno ha consentito di conoscere meglio l’evoluzione della carriera dell’illustre cittadino filandarese.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                         Pasquale  Romano

 

 P.S.  Si invitano tutti i visitatori del sito che hanno, sul Personaggio sopra citato, ulteriori notizie, aneddoti e quantaltro di comunicare il tutto al seguente indirizzo e-mail:

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