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Umberto Moricca

Umberto Moricca

 

La famiglia Moricca, nobile e antichissima, risulta originaria delle Marche. Il primo documento storico del casato Moricca risale al 4 gennaio 1182 ed è conservato in pergamena originale nell’Archivio Civico di Fermo, posiz. Moterubbiano, n.1933.

A causa delle continue e violente lotte tra le varie fazioni, un ramo della Casa, nella persona di Tommaso, si trasferì in Calabria intorno al 1270 fissando la sua residenza a Tropea fino a tutta la prima metà del XVIII secolo mantenendo sempre l’iscrizione alla Nobiltà Civile di Tropea. 

Stemma famiglia Moricca Il primo dei Moricca a giungere a Filandari fu Francesco Moricca, nato a Tropea nel 1743, il quale intorno al 1770 si trasferì nelle sue ricchissime terre poste nel Comune di Filandari dove nel 1777 sposò donna Maria Angela Frisolone procreando tre figli: Prudenzia, Raffaella e Gabriele; quest’ultimo, nato in Filandari nel 1790, sposò nel 1825, sempre a Filandari donna Saveria Ventrici e procreò tre figli: Francesco, Giuseppe e Pasquale. Giuseppe Moricca nato in Filandari nel 1832, sposò sempre in Filandari, nel 1852 donna Antonietta Fransoni da cui ebbe otto figli il cui primogenito: Gabriele Moricca nacque in Filandari il 14 marzo 1855 e sposò in Monteleone, oggi Vibo Valentia, il 26 agosto 1885 la sua prima cugina donna Caterina (Catalina) de Mendoza Laredo.

 

Palazzo Laredo de Mendoza

 

 Nacquero due figli: Umberto nel 1888 e Oreste nel 1891.

 

Stemma casato Laredo de Mendoza

 

       Stemma dei Laredo de Mendoza

 

 

 Prazioso orologio donato dalla Regina di Napoli

      alla Madre di Caterina Laredo essendo dama di compagnia

 

 Dunque, Umberto Moricca nacque a Filandari il 28 marzo 1888.

 

 

 Atto di nascita di Umberto Moricca

Atto di nascita di Umberto Moricca 

 

Atto di nascita

 

 

Nobildonna Ada Caputo

 Compì i suoi primi studi nella città di Vibo Valentia, allora Monteleone Calabro. Rimasto orfano in giovane età si trasferì a Roma nel 1905 con la madre e con il fratello dove, nel 1913, conseguì la laurea in lettere.Da subito insegnò lettere classiche in vari Licei di Roma: Ginnasio Umberto I, Liceo Mamiani e Liceo Virgilio.Il 2 agosto del 1916 sposò, nella Parrocchia San Giuseppe di Roma, donna Ada Caputo, Marchesa della Petrella, Patrizia di Catanzaro, Foligno, Imola e Narni, donna eclettica, autodidatta nel campo delle lingue, che, assieme a Grazia Deledda, fu una delle prime donne a conseguire la laurea in lettere all’Università di Roma.L’illustre Professore, nel 1920, anno in cui nacque il figlio Luciano, esercitò la libera docenza nella stessa Università di Roma fino al 1931 allorquando ricevette l’incarico di lingua latina nell’Università di Cagliari.

 

 

 

     

 

                  Ada  Caputo

 

 

 

                Matrimonio di Luciano Moricca con Fausta Secreti 

Siena 12 luglio 1939

 

  

Umberto Moricca

Nel 1933, dopo aver vinto il concorso, col numero e con l’eccellenza delle pubblicazioni che potè presentare fra i suoi titoli, insegnò letteratura latina all’Università di Malta (La Valletta) per tre anni fino a quando “ il Governo inglese non mi espulse dall’isola per motivi politici dopo aver sciolte prepotentemente le due camere, calpestata con metodi inauditi la Costituzione dell’isola, instaurato un regime dittatoriale per mezzo del quale attuò con ritmo crescente tutto un programma di tirannica infame persecuzione, in terra nostra, contro la nostra lingua e la nostra civiltà”.

Rientrato in Italia, il prof. Umberto rivestì il ruolo di Provveditore agli Studi di Viterbo e successivamente fu nominato Ispettore superiore al Ministero della Pubblica Istruzione; contemporaneamente riprese la libera docenza all’Università di Roma.

Ricordino Umberto Morica

 

 

 

 

 

Morì inaspettatamente a Nettuno il 24 luglio del 1948 a causa di un improvviso malore sopragiunto mentre l'illustre Filandarese trascorreva con la famiglia una tranquilla giornata d'estate in riva al mare. Le sue spoglie riposano nella tomba di famiglia a Roma  nel cimitero del Verano.

 
 
 
 
 
 
  
 
Il compianto prof. Moricca si dimostrò studioso infaticabile avendo trascorso la sua vita assorto negli studi; la ricca serie di circa novanta pubblicazioni, oltre agli articoli e studi sulle maggiori riviste nazionali ed estere, attesta il suo valore di ricercatore austero, di latinista coltissimo, di conoscitore del mondo classico.

Le sue prime opere risalgono al 1911, quando aveva soltanto ventun anni e l’ultima porta la data dello stesso anno della morte. In merito a ciò vedasi l’allegato elenco in cui si riporta la maggior parte delle sue pubblicazioni.

Libreria Umberto MoriccaLa figura del prof. Moricca, qualche mese dopo la scomparsa, venne rievocata sulla rivista dei Gesuiti “ Civiltà Cattolica” a firma di Padre A. Vaccari. Il necrologio inizia così:” Una nobile ed esemplare esistenza di studioso e di scrittore si spegneva inaspettatamente lo scorso 24 luglio a Nettuno, ove da poco erasi recato con la famiglia a ritemprare le forze alla brezza della marina: il Marchese Prof. Comm. Umberto Moricca, noto al pubblico letterato per lo straordinario numero di scritti da lui pubblicati”… “Fra queste incombenze lo ghermiva la fredda mano della morte nell’ancor vegeta età di sessanta anni e pochi mesi. Ma ben più che i ricordati uffici assorbirono il tempo e le forze di Umberto Moricca lo studio privato e il lavoro di scrittore: comporre e pubblicare. Esordì in questa arringa ancora studente, pubblicando sin dal 1911 quel primo saggio di traduzione poetica L’episodio di Aristeo nel IV libro delle Georgiche ( Firenze, Sansoni) e dissertando su La questione dei <<vapori accesi>> sul Giornale Dantesco. D’allora in poi non passo anno che non desse in luce uno o più frutti del suo ingegno. … Per uso delle scuole curò edizioni e commenti d’autori classici: Plauto, Terenzio, Cicerone, Livio, Orazio, Cornelio Nipote, Seneca e Plinio il giovane. Con le traduzioni gareggiano per numero i volumi delle opere originali del compianto Professore, nelle quali naturalmente più netta e profonda s’incide l’impronta della sua persona. Sono scritti in prosa e in poesia, in italiano e latino. Vanno alla storia antica, alla moderna, alla cultura d’ogni tempo.

 

 

 

 

 

 

 I ricordi Le vite di Cornelio nipote Il soldato smargiasso Orazio lirico

 

 Dedica del libro "I ricordi"

     Dedica del libro "I Ricordi"

 

Ma primeggiano per mole ed elevatezza di concetto i volumi dedicati agli antichi scrittori cristiani. Primi di tempo, i due su San Girolamo e Sant’Agostino.

 

San Girolamo                    SantAgostino       Dedica a mia madre  

                                                                                            

                         Lettere di Ignazio                    Dialogi       Dedica 1        

                                                                                                                                               

 Intanto si veniva formando e per parte uscendo alla luce La Storia della Letteratura Latina Cristiana, compiuta nel 1934 in tre ben grossi volumi, complessivamente di pagine 3900. In questa veramente poderosa opera l’illustre estinto dà la misura non solo del suo vasto sapere, ma anche del suo sentire profondamente cristiano e sinceramente cattolico. In questa sua opera maggiore ebbe in mira, oltrechè di colmare una penosa lacuna nella cultura italiana, , d’invogliare i lettori e guidarli nel penetrare il pensiero dei Padri, << su cui il sole meridiano della Chiesa di Cristo sfolgoreggia nella bellezza delle sue verità divine, nella potenza dei suoi dogmi, nella profondità dei suoi misteri >> e simultaneamente presentando le nobili figure dei grandi Santi, << svegliare in essi ( i lettori) il desiderio d’imitare l’esempio di sì eroiche virtù >>. Sì elevati propositi e calorose parole non è dato di frequente di leggere sotto la penna di un filologo professore d’Università.

Umberto Moricca visse la sua fede senza rispetto umano e senza ostentazione, e si segnalò per modestia non meno per dottrina; non fece mai pompa della nobiltà del suo casato nè dei suoi titoli ufficiali: in testa ai suoi libri e in calce alle sue lettere sempre si diceva puramente: Umberto Moricca.”

Per onorare la memoria e i meriti dell’illustre Professore, il Comune di Filandari gli ha intitolato, nel 1980, la Scuola Media ( vedi delibera )dove oggi 29 ottobre 2011, nel contesto dei festeggiamenti per i duecento anni dell’istituzione del Comune, viene posta una lapide all’interno della stessa scuola in ricordo sempre di Umberto Moricca.

 

Scuola Media Filandari

Scuola Media Filandari

 

 

Lapide a ricordo di Umberto Moricca

Lapide a ricordo di Umberto Moricca

 

 

Altri Comuni hanno inteso onorare il compianto Professore dedicandogli una via: tra questi Vibo Valentia e Roma.

 

 

Via Umberto Moricca  -  Vibo Valentia

 


Via Umberto Moricca  -  Roma

 

 

Alla fine di questo lavoro è quantomai doveroso esprimere un vivo ringraziamento alle famiglie Moricca - Riccio per la loro preziosa collaborazione.

 

                                                                                                                                                        Pasquale  Romano

 

 

 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

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