L’incendio dell’archivio diocesano di Mileto, avvenuto nel 1685 e il tremendo terremoto del 5 febbraio del 1783, provocarono, tra l’altro, la sparizione di qualsiasi carta o documento capace a illustrare le origini del culto reso dai Filandaresi a Santa Marina.

Ciò nonostante da un’ annotazione del “Regesto Vaticano per la Calabria” del 1 giugno del 1530 si deduce che la chiesa parrocchiale risultava già, a quel tempo, dedicata a Santa Marina. Un altro importante documento storico, datato 4 maggio 1586, riporta la visita pastorale dell’allora vescovo Mons. Marco Antonio del Tufo alla chiesa parrocchiale e nella descrizione della visita è citato un quadro di  tela posto sull’altare con le figure della Madonna SS.ma, di Santa Marina e di San Nicola. La documentazione storica anzidetta dimostra che il popolo di Filandari ha da parecchi secoli Santa Marina come protettrice, mentre nessuna prova esiste ad avvalorare le voci secondo cui anticamente il patrono di Filandari fosse San Nicola.

Intorno al 1740 Il grande fervore e l’incessante devozione verso la Protettrice spinsero il popolo filandarese,  essendo la chiesa esistente molto degradata, a costruirne una nuova. I lavori terminarono nel 1753 anche se la chiesa fu consacrata nel 1750 essendo vescovo Mons. Marcello Filomarino e arciprete il concittadino don Giovanni Arena. Il sacro tempio è sorto quindi sotto il titolo di Santa Marina. Dai muri perimetrali, ancora oggi esistenti, è fuor di dubbio che la chiesa era più grande di quella attuale e da come si può rilevare dalla foto dell’altare, molto artistica e maestosa.

Questo sacro tempio nei suoi 170 anni circa di vita fu interessato da vari terremoti avvenuti nel 1783, nel 1905 e nel 1908. Furono le scosse di quest’ultimo terremoto – 28 dicembre 1908, ore 5,21 – che causarono gravi danni alla sacra costruzione tanto che il vescovo Mons. Paolo Albera provvide a dare l’avvio intorno al 1925, per la costruzione dell’attuale chiesa che fu inaugurata e aperta al culto il 1° novembre del 1933.


Nel 1991 l’edificio sacro, a causa del deterioramento accumulato, fu restaurato e, quindi, riportato agli antichi splendori.