Previous ◁ | ▷ Next

Mesiano

 

Il paese attuale è una frazione di Filandari in provincia di Vibo Valentia.
Situato lungo la strada provinciale che collega il bivio della SS18 con Tropea, all’altezza del bivio per Rombiolo, gode di una bella pineta e di una chiesa di nuova fattura con un’ampia piazzetta dove i passanti si fermano volentieri per godersi la frescura in estate e assaporare un buon gelato prodotto da “il Chiostro” situato dentro la pineta.
Nei tempi antichi, Mesiano era un villaggio fortificato con il suo castello situato in un’altura sul lato ovest del paese, dove si possono vedere i resti del castello e, dato la sua posizione strategica, godette di fama, potenza e importanza non comune.
Era una fortezza abitata dalla gendarmeria e da carcere ; dominava gli altri dodici casali confinanti e cessò di esistere intorno al 1500 per i continui terremoti succeduti nella zona.
Origini:
Sulla base di una ricerca metodologica del territorio, ho potuto constatare la presenza dell’uomo a partire dal periodo neolitico.
Sul territorio si trovano, ancor oggi, selci e ossidiana , resti di ceramica d’impasto nero e altri più chiari con impronta tipica della civiltà Camuna che fanno dedurre la presenza di gruppi di indigeni sin dal 1500 ,1400 a.c.
Sicuramente, con la venuta dei Greci in Calabria, e la fondazione delle due colonie greche di Ipponion e Medma, anche Mesiano ne subì l’influenza e il dominio dei Greci per la sua posizione strategica e la sua Castrum. 

Divenne centro di scambi commerciali per la sua abbondanza di generi agricoli come il famoso grano bianco, l’olio di oliva e abbondanti pascoli per l’allevamento degli ovini e caprini. Gli Ipponesi hanno costruito nel territorio di Mesiano il tempio di Cibele e vantava pure una miniera di argento menzionata da Strabone, noto cartografo di quei tempi.

La leggenda della grotta di santa Rosalia

Nei pressi dei ruderi del castello di Mesiano, esiste una grotta scavata nel tufo e abbellita con calce e pietra. Nel mezzo esiste una botola e scendendo una ripida scala in pietra, vi si accede in un’ampia sala a due navate abbellita con due colonne quadrate e un altare in pietra calcarea. Le pareti sono decorate con graffiti e la luce entra dall’esterno dal tetto attraverso alcune feritoie.
Secondo alcuni studiosi tedeschi, si tratterebbe di una antica villa romana costruita nel III o IV secolo a.c.
La credenza popolare racconta che nella grotta menzionata denominata Santa Rosalia ci sia nascosto un ricco tesoro. Questo tesoro è il riscatto pagato da un ricco patrizio dell’Impero Romano per la liberazione di sua figlia Rosalia.
Si narra che un patrizio romano sia stato esiliato e bandito da Roma per corruzione; sbarcato a Briatico con i suoi servi arriva sulle alture di Mesiano dove c’era una villa, uccide i proprietari e s‘impossessa della stessa.
Per vendicarsi dell’esilio subito, manda a Roma alcuni uomini ladroni i quali rapiscono la figlia di nome Rosalia del patrizio Romano autore del suo esilio e la portano a Mesiano nella villa.
In secondo tempo chiede il riscatto in cambio del rilascio della figlia. Il padre della giovane, dopo lunghe trattative, accetta di pagare il riscatto consistente di un grosso tesoro in oro e argento. Ma il patrizio Romano, impossessatosi del tesoro non rispetta i patti e fa uccidere sia gli ambasciatori e sia i portatori. Se ne salva uno e ritornato a Roma, riferisce dell’accaduto. Il padre di Rosalia, senza perdere tempo, si incammina alla volta di Mesiano e dopo cinque giorni di andatura forzata, arriva a Mesiano.
Nel frattempo la figlia muore stremata di crepacuore. Il padre, preso da grande ira, decide di attaccare la villa e impossessatosi, uccide con le proprie mani il responsabile della morte di sua figlia. Rade al suolo la villa e decide di seppellire la figlia con il tesoro nella grotta ritenuta sacra.
Ancora oggi se ne parla della grotta di Santa Rosalia e si dice che per entrare in possesso del tesoro ,essendo conservato in un luogo protetto da bestie feroci e demoni inferociti, in una notte di plenilunio di inizio della primavera, bisogna portare una ragazza vergine e a mezzanotte precisa, iniziare il rito di sverginamento sempre che riesca a lottare e vincere le bestie feroci e i demoni che in quel momento si fanno vedere.
In tanti si sono prodigati e nessuno, fino ad oggi è riuscito nell’intento. Quindi se c’è qualcuno che vuole provare, sappia che c’è in quella grotta un grande tesoro nascosto.

(Franco Restuccia)-Appunti presi dal libro “Mesiano un tempo famosa e forte” di (Domenico Scoordamaglia)

 

 

 

 

 

 

Peppe Columbro, musicista e cantautore calabrese,

 

ha da poco pubblicato il suo primo “Lo chiamavano Peter Pan“,

 

pubblicato dalla Smilax Publishing.

 

 

Clicca qui

 

 

 

 

Condividi

SISTEMA ANTIFURTO AWACS PLATINUM

Centrale d'allarme radio supervisonata bifrequenza per le piccole utenze.

Centrale d’allarme radio dotata di un ricevitore a doppia frequenza di nuova progettazione per la massima sicurezza di comunicazione con i dispositivi satellite. Progettata per impianti di piccole dimensioni che non richiedono un’elevata complessità di gestione. Può operare in modalità supervisionata. Dispone di: 2 zone filari e 14 radio, gestisce fino a 8 radiocomandi. Due settori per la gestione personalizzata dell’impianto. Programmazione molto semplice delle varie modalità operative e funzioni tramite menù e sottomenù guidati e intuitivi. Autoapprendimento dei sensori radio e radiocomandi. Impostazione per ogni zona radio della modalità di allarme: “percorso”, “and”, “campanello”. Memorizzazione degli eventi, anche dei sensori momentaneamente esclusi. Visualizzazione rapida delle anomalie. Rilevamento e memorizzazione per ogni sensore dell’ampiezza del segnale radio. Rilevamento e segnalazione di banda radio oscurata per ogni frequenza. Vari livelli di ripristino dei dati di default. Inserimento totale o parziale da tastiera o radiocomando. I sensori memorizzati possono essere liberamente associati ai due settori anche contemporaneamente. Gestisce segnali di antiaggressione o telesoccorso dal radiocomando. Uscite elettriche dei principali stati della centrale. La memoria registra fino a 256 eventi in ordine cronologico identificando: radiocomandi, sensori, stati, orario e modalità d’inserimento / disinserimento totale o parziale. La massima distanza di ricezione dei segnali radio è di 300 m circa in area libera (all’interno degli edifici le massime distanze dipendono dalla consistenza dei muri e dei solai nonché dalla configurazione ambientale).

 

SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA PROFESSIONALI